Praiano – Onda uccise una donna.Indagato il sindaco.

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«Me lo aspettavo, era un atto dovuto. Non sono stato colto di sorpresa: in questi casi fa parte del ruolo istituzionale di un sindaco essere individuato come presunto responsabile».

Esordisce così, al telefono, il sindaco di Praiano, Giovanni Di Martino, raggiunto ieri da un avviso di conclusione indagini per la morte della sfortunata turista di Belluno che, il 2 gennaio scorso, fu trascinata in mare da un’onda mentre si trovava a passeggiare col marito e una coppia di amici lungo la suggestiva stradina che unisce la Praia con il night club Africana.

Omicidio colposo. È il titolo di reato che la procura contesta al sindaco di Praiano per la morte di Mariangela Calligaro, la donna, 55 anni che morì risucchiata da un’onda.
A seguito delle indagini svolte dai militari del nucleo investigativo della Capitaneria di porto di Salerno, coordinati dal maggiore Claudia Di Lucca, il sostituto procuratore Roberto Penna ha individuato a carico del sindaco le responsabilità della tragedia.

Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari a Di Martino viene contestato di aver omesso i controlli del caso. Insomma, secondo la procura, in quella zona, pare mancasse il cartello che vieta di passeggiare sulla stradina in caso di mare agitato.

«Mi si addebita la mancata presenza di non adeguata segnaletica in caso di mareggiata – spiega Di Martino – Poi sarà l’eventuale dibattimento a dimostrarlo. Per adesso non so se ci saranno altre valutazioni, confidiamo nell’attenzione dei giudici dinanzi ai quali mi difenderò. Ci presenteremo sereni e ritengo di non avere responsabilità rispetto a questo fatto gravissimo».

Una tragedia quella di inizio anno che sconvolse Praiano e la Costiera Amalfitana e in seguito alla quale un intero paese, dalla piccola struttura in cui erano ospiti la vittima, suo marito e la coppia di amici, agli amministratori, sindaco in testa, mostrarono forte vicinanza alle persone colpite dal dolore oltre che fortemente provate per quanto accadde quella maledetta mattinata.
«Era il minimo che si potesse fare – aggiunge Di Martino – Offrimmo tutto il sostegno, altro non potevamo. Fu una tragedia gravissima. Ora sarà la giustizia a dire se ci sono state imperizie o mancanze. Io mi ritengo estraneo da responsabilità, anche se non ho visto il fascicolo e le motivazioni rispetto all’attività di indagine».

La morte della sfortunata turista veneta, il cui corpo fu recuperato in mare insieme col marito, in stato di ipotermia, da una motovedetta della guardia costiera, fu un dramma che sconvolse tutti e che ha lasciato il segno.

Anche nelle comunità della Costiera Amalfitana tutte scosse per quella ennesima tragedia di inizio anno consumatasi in una delle zone più suggestive della Divina: la romantica passeggiata che unisce la Praia con il night l’Africana.

«In quelle ore drammatiche e nei giorni successivi, fino alla partenza della salma per Belluno, abbiamo offerto a tutti loro supporto manifestando la nostra vicinanza in quella tragedia che ha segnato fortemente la comunità di Praiano – ripete il sindaco della cittadina costiera che fu tra i primi ad arrivare sul posto pochi minuti dopo la tragedia -A distanza di sette mesi siamo tutti ancora fortemente addolorati».

Un punto pericoloso ma anche più panoramico quella passeggiata dalla Praia all’Africana. Uno di quelli in cui, d’estate, coppie di giovani o di turisti, fanno a gara per avere quei pochi tavoli vista mare. Le suggestioni della Praia non conoscono stagioni. E anche in inverno quel lembo di terra esercita un fascino particolare.

Soprattutto quando il mare sbatte contro la scogliera e che, per dirla alla De Filippo, “caccia braccia e gambe”.

Il mare fa paura, ma nonostante in ciò, tanti lo sfidano. Non fu però il caso dei turisti veneti che quel 2 gennaio furono investiti da un’onda mentre si trovavano a passeggiare in quel punto. Una maledetta tragedia che in tanti, anche a Praiano, non riusciranno a dimenticare.