PREMIO PIO ALFERANO 2018

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PREMIO PIO ALFERANO 2018

Cerimonia di consegna del Premio 2018

21 Luglio, dalle ore 21.00

Castello dell’Abate, Castellabate (SA)

Castellabate (SA), 13 luglio 2018. Comunicato Stampa

Claudio Bisio ritorna nella Castellabate cinematografica per ricevere il Premio Pio Alferano insieme alle tante celebrità, tra cui Pietro Valsecchi, Lino Banfi, Edi Rama, che quest’anno ritirano il prestigioso Premio.

Arte, spettacolo, cinema, politica e attualità che si riuniscono il 20 e il 21 di luglio a Castellabate per il Premio Pio Alferano, punta di diamante delle attività culturali della Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, fra gli appuntamenti italiani di maggior prestigio, che si conferma anche quest’anno fra le iniziativa per eccellenza dell’estate italiana.

Sono gli attori Lino Banfi e Claudio Bisio, il critico d’arte Philippe Daverio, la giornalista Daniela Ferolla, il manager Franco Moscetti, il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, la produttrice cinematografica Camilla Nesbitt, il Generale dei Carabinieri, comandante del Reparto Tutela Patrimonio Culturale Fabrizio Parrulli, Don Fabio Raimondi, responsabile dei Beni Ecclesiastici della Sicilia, Edi Rama, artista e attuale primo ministro dell’Albania, e ancora, Francesco Scoppola, dirigente generale del Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo e il produttore cinematografico e collezionista Pietro Valsecchi i premiati di questa edizione del Premio Pio Alferano.

Il 21 luglio dalle ore 21:00 nella prestigiosa e suggestiva cornice del Castello dell’Abate, nel borgo antico di Castellabate, il giornalista e conduttore televisivo Nicola Porro presenterà la Cerimonia di consegna dei Premi alle personalità prescelte dalla Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, con la lettura delle motivazioni del direttore artistico della Fondazione Vittorio Sgarbi.

Il Premio Pio Alferano, Presieduto da Santino Carta, è realizzato con il sostegno della Regione Campania attraverso la SCABEC Società campana beni culturali.

Il Premio, come consuetudine, quest’anno è rappresentato da una serie di sculture realizzate per il Premio 2018 da Livio Scarpella, si tratta di sculture in ceramica, smaltate e dorate, dal titolo I figli di Leucosia. Scarpella, abilissimo artista tra i più promettenti della scena italiana, ha pensato che il mito greco-romano di Leucosia, la sirena “dalle membra bianche” che s’inabissò al largo di

Punta Licosa generandone così il toponimo, fosse più di altri in grado di fornire un’idea caratterizzante dell’immaginario storico cilentano.

Grazie al suo Direttore Artistico, Vittorio Sgarbi, il Premio Pio Alferano promuove, inoltre, una serie di mostre di particolare rilievo. Quest’anno, fra l’altro, è da segnalare la prestigiosa retrospettiva Carattere fiero, anima gentile: Edi Rama, dedicata ad un artista internazionale quale è Edi Rama che, oltre ad essere famoso per la sua arte riveste, in questo momento, l’importante carica politica di Primo Ministro del suo paese, l’Albania. Edi Rama, già autore del padiglione nazionale albanese alla Biennale di Venezia 2017, pratica l’automatismo di derivazione surrealista, disegnando sulla carta di uso più quotidiano, quella ad esempio legata al suo lavoro di politico, bozzetti di istintiva ideazione che colora e traspone in tappezzerie o sculture.

Particolarmente importanti nella lunga estate d’arte del Premio Pio Alferano le ulteriori mostre.

Oltre lo sguardo. Gillo Dorfles 1910-2018, a cura di Luigi Sansone con testi in catalogo oltre che del curatore di Vittorio Sgarbi e Giuseppe Pagano. Un omaggio a Gillo Dorfles, recentemente scomparso all’età di 107 anni, personalità di eccezionale evidenza nell’ambito della cultura italiana del Novecento, maestro assoluto di critica e pensiero estetico. La mostra è accompagnata dalla proiezione di un cortometraggio realizzato dal regista Toni Trupia.

Un’altra storia italiana, 1920-1945, a cura di Giuseppe Iannaccone, è una collettiva di artisti tra i quali Arnaldo Badodi, Renato Birolli, Emanuele Cavalli, Filippo De Pisis, Renato Guttuso, Fausto Pirandello, Gianfilippo Usellini, Luigi Broggini e Alberto Ziveri. La mostra costituisce un tentativo di dar vita e risalto a un pezzo di storia dell’arte in gran parte inedita e intende offrire una visione sul periodo artistico tra le due guerre mondiali. Le opere propongono quelle espressioni artistiche che durante tutto il ventennio fascista decisero di collocarsi al di fuori di un certo tipo di estetica, in parte, influenzata dall’alto. Ad accompagnare la mostra un docu-film dedicato al periodo tra le due guerre.